Alla fine

almerighi

Incrociando rotaie, seduto su vagoni deserti
ho guardato il presente solcare il passato
fermandomi al vetro. (Federico Fiumani, Elena)

Ogni entrata scandaglia la propria stanza.
Prima della soglia le porte non parlano
nemmeno tra loro.
Alla fine non ci accontenteremo:
quattro quadretti sopra il televisore,
tre, uno non c’è più.

Lacrime avanzate solo per dimenticare
il muro ingiallito, la Chevrolet color panna,
le zebre figlie di omaggi.
Parcheggiando, ho avuto
la netta sensazione di trovarmi altrove.

La vita è toccare cuori,
perché non abbiamo altro.
Hai il mio, ho il tuo.

Alla fine smetteremo di inseguirci,
i voli radenti spetteranno alle rondini.
Ogni mattina lascerò un bacio sul comodino,
lo troverai al risveglio.
Non avrà mai fine.

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Pubblicato da Antonella Lallo

Lucania la mia ragione di vita

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