Complessità. Un paradigma per capire come siamo intrecciati

RIFLESSIONI

Nunzio Galantino

Nel linguaggio comune, la parola complessità viene erroneamente utilizzata come sinonimo di complicazione, e posta quindi in antitesi col concetto di semplicità. Per uscire dall’equivoco ricorriamo alla comparazione etimologica. Complesso deriva dal latino cum-plexum, participio passato del verbo complecti (cingere, stringere, abbracciare). Complicato deriva invece dal latino cum-plicum. Mentre il plexum – presente, ad esempio, in un tessuto o in un tappeto – è il nodo, l’intreccio, il legame, il nesso, la concatenazione, la trama il cui risultato è un disegno o una figura; il plicum richiama la piega del foglio o lo stesso foglio piegato. Per poter leggere e comprendere un plicum basta s-piegarlo. Se invece sciogliamo i nodi dell’intreccio di un tessuto o di un tappeto, ci ritroviamo tra le mani i singoli fili, semmai preziosi, ma perdiamo il disegno, appunto, complessivo. Fino al suo superamento, a dominare la conoscenza del mondo e della realtà in…

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