Pressione alta, come abbassarla eliminando zuccheri e carboidrati raffinati

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La pressione alta rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute cardiovascolare.

Secondo uno studio del 2014 – pubblicato sulle pagine del The American Journal of Cardiology – un’alimentazione ricca di zuccheri raffinati può avere un impatto a dir poco negativo sui valori della pressione arteriosa.

I risultati di questa ricercahanno ribaltato quella che per molto tempo è stata considerata una granitica certezza. Stiamo ovviamente parlando del ruolo del sale e del sodio in particolare, da sempre in cima ai pensieri quando si discute di cibi che contribuiscono ad aumentare i valori della pressione arteriosa.

Lo studio, condotto da un team scientifico attivo presso il Saint Luke’s Mid America Heart Institute di Kansas City (USA), ha analizzato in particolare gli effetti delle bevande zuccherate, largamente consumate in USA e non solo.

I ricercatori hanno monitorato 5 database elettronici e hanno effettuato una ricerca bibliografica, indicizzando le combinazioni tra chiavi di ricerca legate alle bevande zuccherate e all’ipertensione.

Questo lavoro di revisione ha escluso gli studi incentrati su campioni di soggetti di età inferiore ai 12 anni e quelli caratterizzati da un campione inferiore alle 100 persone.

Partendo da questi criteri di esclusione, i ricercatori hanno analizzato 6 studi trasversalie 6 potenziali. Nel complesso, sono stati presi in considerazione i dati clinici di circa 400.000 pazienti.

Secondo i risultati, esisterebbe una correlazione tra il consumo di bevande gassatee l’aumento dei valori della pressione arteriosa.

Secondo il Dottor Aaqib Habib Malik, uno dei firmatari dello studio, la moderazione relativa al consumo di bevande gassate zuccheratedovrebbe far parte delle linee guida delle diete contro l’ipertensione.

I ricercatori che hanno portato avanti questo studio hanno inoltre specificato l’importanza, alla luce dei risultati, di mettere la riduzione del consumo di bevande zuccherate al centro delle politiche di salute pubblica finalizzate al controllo dell’incidenza dell’ipertensione.

Secondo quanto rilevato dal team che ha condotto la ricerca, lo zucchero comporterebbe una stimolazione eccessiva di una specifica area del cervello, ossia l’ipotalamo, causando di riflesso un aumento del battito cardiaco e un incremento dei valori della pressione del sangue.

Il gruppo che ha condotto lo studio di revisione ha inoltre puntato il dito contro i cibi poveri di sodio, che porterebbero il corpo a consumarli in quantità eccessiva proprio per incrementare l’assunzione di questo metallo soffice, con il risultato di incrementare l’apporto di calorie e di grassi poco salutari.

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