mi meraviglio di voi che avete barattato il cielo con la terra

Nosce Sauton

“Si era stabilito che il giurista avrebbe passato il tempo della sua clausura sotto la più severa vigilanza, in uno dei padiglioni costruiti nel giardino del banchiere. Avevano convenuto che per quindici anni egli avrebbe perduto il diritto di varcare la soglia del padiglione, di vedere uomini vivi, di sentire voci umane e di ricevere lettere e giornali. Gli era permesso di tenere uno strumento musicale, di leggere libri, di scrivere lettere, di bere vino e di fumare tabacco. Col mondo esterno, secondo i patti, egli non avrebbe potuto comunicare che in silenzio, attraverso una piccola finestra, appositamente costruita a tale scopo. Tutto ciò che gli occorreva, libri, musica, vino, ecc., avrebbe potuto riceverlo in seguito a suo biglietto e nella quantità voluta, ma soltanto attraverso la finestra. Il patto contemplava tutti i particolari e le minuzie che facevano della clausura una rigorosa segregazione e obbligava il giurista a rimanere recluso per quindici anni esatti, dalle del 14 novembre 1870 fino alle 12…

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