TERRA VIOLATA BY SURICO GIUSEPPE

TERRA VIOLATA
Pag.46

La settimana dei festeggiamenti andò avanti:la domenica ancora a casa dello sposo,ma con i commensali ristretti:gli sposi,i genitori,fratelli e sorelle degli sposi,i compari di anelli .
Si mangiava il brodo di carne e le rimanenze del giorno prima,però la sera si ballava lo stesso,si cominciava un po’ prima per finire presto,la mattina dopo si lavorava.
Il giovedì di nuovo pranzo,con i commensali della domenica,sempre a casa dello sposo,non era un pranzo sfarzoso,pasta fatta in casa con ragù di carne,la quale veniva servita come secondo,frutta secca e dolci fatti in casa,come i taralli buoni da inzuppare nel vino.
La sera si ballava,ed il fine era quello di far conoscere i giovani tra di loro.
Questo avveniva anche la domenica sera,quando la gente usciva in piazza a passeggiare,lungo il corso del paese,o alle feste padronali,quando si sfoggiavano gli abiti nuovi.
La festa continuava il sabato,ma questa volta organizzavano i genitori della sposa,si faceva il pranzo sontuoso come il giorno del matrimonio;gli invitati erano di meno,c’erano solo gli zii dalla parte della sposa,si festeggiavano gli otto giorni e la sera si ballava,i suonatori davano il meglio di se stessi,questa volta a casa di mastro Michele,il padre della sposa,artigiano e anche amico loro di serate trascorse in cantina,dove si suonava,si cantava e si beveva,accompagnavano l’agnello con cipolla e “gnumeredde “(involtini d’interiore diagnello”)sulla brace.
Una canzone prevaleva su tutte,che poi era un ritornello:”bevi compagno,bevi,se no ti ammazzerò “quello col bicchiere di vino in mano,dopo aver bevuto rispondeva:”me lo son bevuto tutto e non mi ha fatto niente !
Me lo son bevuto tutto e non mi ha fatto niente!”
E il coro replicava:”bisogna replicare “e bevevano tutti insieme.
Questo canto andava avanti fino a quando tutti,uno alla volta,facevano il compagno d’ammazzare.
Finalmente la domenica che finiva tutto,sempre il solito pranzo tre i genitori,fratelli e compari d’anello a casa dei genitori della sposa e si chiudeva la sera col ballo.
Sicuramente,in questi cinque giorni di ballo,qualche amore sbocciava.
G.S.
CONTINUA

Tratto dal gruppo di Facebook Lucania la mia ragione di vita By Surico Giuseppe

Pubblicato da Antonella Lallo

Lucania la mia ragione di vita

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