TERRA VIOLATA BY SURICO GIUSEPPE

TERRA VIOLATA
Pag.78

Si alzò dopo un paio d’ore e andò a lavorare;si ritirò a mezzogiorno,dopo che era stato da Flora e si era assicurato che stava in compagnia.
Elisa e Onofrio,mangiarono insieme:quel tocco della mattina serpeggiava ancora tra di loro,era impossibile sfuggire all’attrazione fatale,lo conferma pure un detto popolare:”la paglia vicino vicino al fiammifero non può stare,altrimenti si incendia”.
Fu cosi tra i due:Onofrio le fece i complimenti per il cucinato e allungò la mano sul viso per una carezza,Elisa proprio di quello aveva bisogno dopo le sofferenze per il suo passato,dalla carezza si passò ad un abbraccio,poi al bacio e senza accorgersene sul letto e fecero l’amore.
Dopo averlo fatto,Elisa fu assalita dai sensi di colpa e piangendo:”cosa abbiamo fatto,ho tradito la fiducia di Flora che mi ha accolta in casa sua,mi sento l’ultima delle donne “e piangeva.
Lui,attirandola a se,le disse:”lo sappiamo solo noi due è stata una cosa spontanea,non lo saprà nessuno,non preoccuparti e soprattutto non piangere più,hai fatto piangere pure la bimba”così lei smise e prese in braccio sua figlia.
La sera,dopo la cena,la bimba si addormentò,lui si avvicinò,lei prima l’allontanò dicendo:”non è giusto,per Flora “ma lui insistette e quando l’abbracciò,lei cedette e trascorsero una notte d’amore.
La degenza di Flora continuava:era passata una settimana,i due amanti avevano fatto cadere ogni falsa dignità apparente e si amarono facendo sesso come due sposini ai primi giorni di matrimonio,andavano avanti senza precauzioni,ormai lui era sicuro che il suo seme non era fertile.
Il rapporto fra i due era libero dentro quelle mura,Onofrio non potendo farle regali le dava qualche banconota che Elisa conservava gelosamente,però il loro rapporto era fatto di solo sesso,si sentivano attratti l’uno dall’altro:in Onofrio c’era pura attrazione,mentre ad Elisa,forse interessava anche la ricompensa;mai una parola d’amore.
G.S.
CONTINUA

Tratto dal profilo di Facebook By Surico Giuseppe

Pubblicato da Antonella Lallo

Lucania la mia ragione di vita

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