La torre

marcellocomitini

Una volta ero come un grande edificio
dal corpo severo e popolato.
Dominavo su tutta la città
dove si riparavano gli sbandati
famiglie diverse di operai
contadini e sfruttati.
Il mio corpo adesso è crollato
come una torre dell’undici settembre.
Il cuore malato di libertà illusorie
è esploso e le ceneri del passato
sparse lungo le strade della mia vita.
Sulle scale delle stazioni
dove sono scesi e saliti tutti i miei sogni
in compagnia della miseria di quelle persone
hanno bloccato ogni via di salvezza.
Sugli angoli rosicchiati dai dubbi
i soccorsi giunti con prevedibile ritardo
hanno sgomberatole macerie ancora fumanti.
Ora c’è una larga spianata
dove sanguinano tanti amori
come papaveri falciati vivi per sbaglio.

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Pubblicato da Antonella Lallo

Lucania la mia ragione di vita

3 pensieri riguardo “La torre

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